20 luglio 2009
21 maggio 2009
Le parole che non ti ho mai detto
Una lettera scritta quindici anni fa e mai consegnata, ieri è arrivata al suo destinatario.
8 febbraio 2009
Il senso della vita
Ogni giorno mille pensieri, mille ansie si affollano nella mente. Che devo fare? Qual'è la strada migliore, la scelta migliore? Sto facendo le scelte giuste sul lavoro? Quand'è che potrò comprare una casa? Mi posso fidare di questa persona? Posso considerare amiche le persone con cui ogni settimana, tra grasse ed alcooliche risate, passo il mio tempo libero? L'amore che provo adesso, sarà lo stesso tra dieci anni? Sono pronto a scelte importanti?! Matrimonio....figli....
Sono tutte cazzate. Sono solo domande da ragazzini immaturi che cercano ogni possibile alibi per non essere fino in fondo uomini. O donne.
Finendo per essere orgogliosi di essere single, parlando male dei "maschi" (tutti bambocci con un piede in mille staffe che non vogliono impegnarsi e che pensano solo a divertirsi) o delle "femmine" (che passano la vita a rompere le scatole, finchè a 30/35 anni, con l'orologio biologico che ticchetta, partono alla caccia del buon partito).
Ma diciamo sul serio?! E' questo il mondo che vogliamo veramente?
...ma la paura di mettersi in discussione è troppa e alla fine della fiera, non lo facciamo. Continuando a fare gli adolescenti, con la giacca e la cravatta.
L'unica cosa che serve è vivere esperienze vere ed importanti, amare sè stessi veramente e, solo dopo, amare un'altra persona. Dando finalmente un senso al nostro arrivo nel mondo.
Tutto il resto è una pantomima che fa perdere tempo. A volte anche anni.
Per me l'unica cosa che veramente conta è ascoltare il proprio cuore, accettare noi stessi e gli altri così come siamo e, se lo sentiamo, amarci per quello che siamo, amare i nostri difetti, che sono quelli che ci rendono unici.
...guardarla negli occhi e...smettere di fare teorie, strategie, prove e congetture che nulla hanno a che vedere con le emozioni, con i sentimenti. E....via! Un passo dopo l'altro.
Quando le cose vanno bene, sin da subito, l'unica cosa da fare è dare concretezza alle proprie emozioni, fare ogni giorno un passo avanti, insieme, verso traguardi più difficili e più importanti.
Non certo provare a vedere com'è stare insieme, non certo passare giornate intere a valutare come saremo più avanti, cosa faremo o vorremo più avanti....
Se ci si ama e rispetta, si risolverà tutto.
Questo è il senso della vita.
Il senso della mia. E la voglio vivere così....
6 febbraio 2009
Caos, caso
Il filo rosso che da sempre ha contraddistinto la mia vita, anche quando per po' (un bel po') ho vestito i panni di uno Zingaro.
Un personaggio, più che una persona, nato prima con le parole scritte e cresciuto con le sue immagini. Ma pur sempre un personaggio che nascondeva ai più la persona che c'era dietro.
Oggi non può essere più così.
Erano mesi che non mi fermavo a scrivere qui.
Si vede, si "sente".
Ma l'emergenza di trasmettere ai miei lontani amici, forse più di tutti a me stesso, quello che ho portato dietro con me dall'ultimo viaggio si era fatta troppo grave.
E rieccomi qui.
Dopo tanto peregrinare, combattere, urlare, incontrare, "amare", il personaggio che nasceva in un caos emotivo, alimentato da un combustibile pericoloso, dannoso, canceroso, è sparito nel nulla.
Non c'era più quel veleno che faceva sì che il suo dolore si trasformasse talvolta in parole, in fotografia, altre in semplice malessere, rabbia, frustrazione.
Senza pensarci prima, nonostante fossi un esperto "viaggiatore", mi sono accorto pochi metri dopo l'ultima partenza di aver fatto per tanti anni il pieno con il carburante sbagliato: per questo camminare era così faticoso e difficile.
Un errore di valutazione che ho pagato caro e per tanto tempo. Pagato ormai. Punto.
E a capo.
Le notti ed i giorni passati a cercare di arrivare alle ragioni "prime", ai perchè di quel malessere erano finiti.
I pensieri lasciavano finalmente posto ad una realtà totalmente diversa dall'idea, dove i "perchè" delle ragioni prime non servono: basta guardare. E vedere.
Realizzare, per la prima volta veramente, che la Luce Nera ti nasconde quella realtà, che solo il sole ti può mostrare.
Potevo continuare a fare lo Zingaro, a scrivere il mio pensiero perchè arrivasse a quel destinatario mai esplicitato tra le mie parole, potevo continuare a fotografare per distrarmi dal male che volutamente, scientemente, e sempre con un "affettuoso sorriso," mi faceva...o potevo smettere di essere un "personaggio maledetto", alimentato dal male altrui, e ricominciare ad essere quello che tutti hanno sempre conosciuto, quello che sono.
Un ragazzo, forse un uomo, che una "malattia" fin troppo lunga, non aveva mai permesso di essere fino in fondo, un morbo di cui avevo con tutto me stesso voluto ammalarmi, in nome di un alto ideale che chiamavo amore, che con l'amore non ha mai avuto nulla da spartire.
Daniele. Così com'è. Com'è sempre stato.
Proprio il cammino nel purgatorio dell'anima durato tanti anni ha in realtà innescato una catarsi, che mai avrei pensato mi avrebbe portato lì dove sono oggi, a vedere finalmente ciò che era evidente, a volte ostentato, davanti ai miei occhi, a sentire per la prima volta qualcosa che non conoscevo.
Mai avrei pensato che oltre la soglia che mille volte mi sono illuso di varcare, potesse esserci qualcosa di così magnifico. Il Paradiso? No, il mondo, senza illusioni, senza distorsioni, senza bugie.
Un mondo fatto di colori reali, odori reali, sapori reali. Persone vere, che puoi misurare ogni giorno guardandole negli occhi.
Persone che possono portare una maschera, mentire, vestire i panni di un personaggio. Ma non per sempre.
Appena varcata la soglia, presa la decisione di uscire da quella Luce Nera, di rifiutare l'inganno che ha infettato la mia anima per anni, ho lentamente ricominciato di nuovo a vivere la mia vita.
La mia. Solo mia.
Fatta di libertà di essere, di dire, di sapere, di incontrare, di amare.
Sembra banale. Ed è solo e straordinariamente normale.
Libero finalmente da quel guinzaglio che ti lega ad un palo, facendoti diventare rabbioso, ostile, pronto a mordere chiunque si avvicini, tranne il padrone che viene a portarti i suoi avanzi, come un nuovo randagio ho cominciato a muovere i primi passi fuori dal recinto, in un terreno "ostile" perchè sconosciuto, ma affascinante ed illuminato da tanta luce. Questa volta chiara e diffusa. Non Nera.
Come una trottola ho girato giorno e notte, cercando di ricordare cosa significasse essere liberi, spaventato anche dalle macchine che mi sfrecciavano intorno mentre cercavo di attraversare la strada. Cercando, più di tutto, di capire chi fossi diventato mentre lo Zingaro mi spianava la strada nel buio, cosa fosse rimasto di Daniele.
Ogni tanto nei miei giri ripassavo davanti al recinto e vedevo il palo a cui era legato il mio vecchio guinzaglio, questa volta vuoto, e proseguivo guardando dritto di fronte a me, verso un nuovo posto, nuovi odori, nuovi colori. Un posto senza quel padrone che ti teneva lì solo per allontanare i malintenzionati, ma un posto, un mondo, totalmente diverso. Fatto di vicoli, prati, spiagge e mare, dove puoi incontrare, giocare, correre, litigare, senza museruole, senza legacci. Senza vincoli.
E' in questo momento, in cui la cosa più importante è tornare alla normalità, alla vita ed alla libertà, che il caos si trasforma in caso.
Il destino anagramma una parola, facendomi incrociare uno sguardo diverso dagli altri.
Con una sensazione strana addosso continuo a fissarlo, cercando di capire perchè sia così diverso dagli altri, perchè sia così simile al mio.
Mentre lo fissavo mi veniva in mente una preghiera che ho fatto in tante lunghe notti, mentre aspettavo nel buio il padrone con gli avanzi....
"Fai che incontri uno sguardo fra mille
per il quale rinuncerei a tutto pur di non perderlo mai
e che guardandolo assista all'inizio di una vita."
Davanti a quello sguardo c'era un velo che raccontava di un guinzaglio simile al mio, di un padrone altrettanto egoista, di un recinto come il mio.
Tolto quel velo, ho visto chi ho davanti.
Non era il momento, non ora!! I lividi delle bastonate fanno ancora male, il segno del guinzaglio è ancora evidente...e la rabbia verso il padrone, verso me stesso, è ancora troppo forte.
Giorno dopo giorno però solo i segni passavano, la rabbia si affievoliva e nell'animo una sola domanda si faceva largo:"Ma quindi....sei tu?!"
Si, è lei. Ora lo so.
E non siamo più randagi, siamo a casa. Ovunque ci troviamo.
La rabbia, il dubbio, il buio che mi hanno accompagnato per anni sono lontani.
Ora posso ripartire. Possiamo ripartire.
Insieme.
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Nomadi visioni
6 luglio 2008
Si parte...
Dopo tanti incontri, tanti momenti in cui ho messo qui sul piatto il mio vissuto, le mie emozioni, la mia vita, lascio il muretto e parto.
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Orizzonti
8 giugno 2008
La felicità è tale solo se condivisa
"Tante persone vivono in circostanze infelici e nonostante ciò non prendono l'iniziativa per cambiare la loro situazione, perché sono condizionati da una vita di sicurezza, conformità e conservatorismo, che può sembra dare pace della mente, ma in realtà nulla è più pericoloso per uno spirito avventuroso di un uomo con un futuro certo.
Ciò su cui si basa lo spirito con cui un uomo vive è la sua passione per l'avventura. La gioia della vita viene da incontri con nuove esperienze e di conseguenza non vi c'è gioia più grande che avere un orizzonte infinito cambiando, ogni giorno, per avere un sole nuovo e diverso".
Alex Supertramp aka Chris Mc Candless

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Cibo per l'anima
3 giugno 2008
Grave lutto in casa Zingaro
Ci rendiamo conto di quanto teniamo alle persone ed alle cose solo nell'istante immediatamente dopo averle perse per sempre.

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21 maggio 2008
Due Zingari
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Sguardi Incrociati
9 maggio 2008
9 maggio 1978
Certe volte ho paura che i giovani che crescono nella mia terra, una terra bellissima, dimentichino chi, a costo della vita, a cercato di cambiarla. Di renderla qualcosa di diverso da un luogo dove un politico indagato, giudicato e condannato, diventa Senatore della Repubblica.
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7 maggio 2008
4 maggio 2008
3 maggio 2008
Il 19% degli italiani è simpatico

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2 maggio 2008
Eros e Thanatòs - Capitolo II - Il prigionero della Luce Nera
Capita più frequentemente di quanto ci si immagini.
Gli scontri presto divennero inevitabili e continui, finchè non mi trovai costretto ad essere me stesso solo nei ritagli di tempo. E spesso "di nascosto".
Solo ora mi rendo conto di quanto sia importante capire il prima possibile a chi appartiene il progetto di vita al quale si sta dedicando tutta la propria attenzione, solo ora mi rendo conto di quanto sia importante pensare prima di tutto a realizzare noi stessi, altrimenti non potremo mai ricevere vero amore, quello che aggiunge, non quello che sottrae.
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30 aprile 2008
Lapidario-post
Ho parlato con Maksim!!!
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29 aprile 2008
Echi
Spari che provengono da ogni direzione, fumo, urla paura. Scappo tra le rovine per cercare un riparo rischiando di essere colpito in ogni momento. Preso ad una gamba, una spalla, di striscio al collo. Brucia, da morire, ma continuo a correre, convinto che non ce la farò.
Tutto si calma, apparentemente. Gli ultimi spari in lontananza. Poi il silenzio. Pace, risate, carezze. Dove c'era odio è tornato amore, un amore fatto di piccoli gesti, di sguardi, di vita. Lontano dalla morte che si respirava fino ad un attimo fa.
La calma sembra ristabilita e nel giardino tutto sembra ricominciare a prendere vita. I fiori profumano di nuovo, un raggio di sole forte e deciso si insinua tra la coltre di fumo nero delle esplosioni. Ogni cosa ha un sapore nuovo, dolce, di casa.
Tanto da rimpiangere di non esserci stato prima.
Il cielo ormai è sereno ed il sole splende alto, sorridendo all'inizio di una nuova vita, iniziata grazie a due occhi che silenziosi, amorevoli e sempre presenti ti hanno portato al riparo dai bombardamenti.
Nella calma il rombo cupo di un aereo si sente in lontananza, sempre più vicino. Un fischio.
Gli occhi dolci mi guardano sgomenti, atterriti. Non sanno che fare, dove scappare. Che fine farà quella pace, quel silenzio.
L'unica cosa che resta da fare è accovacciarsi in terra ed attendere l'esplosione, sperando che avvenga lontana, che non faccia troppi danni.
Comunque saremo insieme, in questo infinito incrocio di sguardi, dove ci sentiamo a casa. Nessuno ci separerà. Fino alla fine insieme.
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Nomadi visioni
28 aprile 2008
La rottura
Come molti di voi sapranno, sono stato per parecchio tempo un assiduo frequentatore di Flickr, un luogo dove per tanto tempo ho espresso quello che avevo dentro in un modo a me da sempre molto congeniale e diverso, anche se poi non molto, dalla scrittura: la fotografia, che altro non è che "scrivere con la luce".
Per me una vera e propria passione riscoperta.
Nel tempo ho incontrato tanta gente con la stessa passione, condividendo pensieri, trucchi, tecnica, concept...incontrandoci e confrontandoci facendo dei photowalk, dei meeting da 40 oltre partecipanti, dei contest, delle mostre. Insomma qualcosa che a modo suo era socializzante (non a caso Flickr è, appunto, una Social Network), fonte di condivisione ed in alcuni casi di amicizia.
Giorno per giorno però, anche cercando di osteggiare ciò a cui assistevo, ho visto l'oggetto comune che spingeva quella condivisione, essere vessato fino quasi a venir meno: non si parlava più di fotografia, tecnica ed emozioni legate ad un'immagine ma si finiva quasi esclusivamente per guardare chi è contatto di chi, a sparlare delle tresche vere o presunte tra membri, a cercare consensi per lenire la propria insicurezza e solitudine (in questo caso devo mettermici anche io in mezzo) nella quantità di commenti o di FAV (mettere una foto tra le proprie "preferite") si ricevevano, per avere la sensazione di essere "ben voluti" da perfetti estranei, che di te se ne fregavano bellamente e che, quando andava bene, erano in cerca di una tresca. I cosiddetti FOTTOGRAFI.
Qualche mese fa, per aver postato il ritratto di una ragazza con cui ero uscito a far delle foto e che sentivo spesso al telefono, specie quando ero lontano da casa, a Milano, ed in un momento molto travagliato e difficile della fine di una storia durata anni che da troppo, troppo tempo cercavo di rimettere in piedi, ho assistito all'inferno scendere sulla terra: la persona con cui cercavo di ricostruire un rapporto far scoppiare un casino presumendo una tresca dietro a quelle foto, gente che nemmeno conoscevo che mi chiedeva come andasse con "la modella" delle foto, addirittura qualcuno che da un paese diverso dal nostro chiedeva a persone che conoscevo come andasse tra lo Zingaro e la sua modella. Ragazzi, scherziamo?
Forse sono stato stupido o ingenuo io che ero abituato a quello che succede qui, in questi posti, tra i blogger...dove si mettono in piazza i propri sentimenti, i propri pensieri, non il proprio corpo o il proprio volto, imparando a conoscersi veramente, a condividere momenti importanti, a entrare in contatto prima di tutto con la mente e solo in un secondo momento (e non necessariamente) con l'immagine, di presenza.
Quando poi sabato sera a cena con una coppia di amici è venuto fuori che su flickr si trovavano (e non di rado) immagini a sfondo pedo-pornografico ed altre, che io stesso conoscevo bene e guardavo con disappunto, di vegliarde in guepierre, in pose alla Milly D'Abbraccio...quando ho visto persone a cui volevo bene e che stimavo mettersi in mostra, come lo si dovrebbe fare solo con una persona speciale, ho detto basta, non posso assistere a questo scempio.
Sono diverso da questo. Molto.
Il figliol prodigo torna all'ovile, quel troiaio non fa per me.
Preferisco tornarmene a "casa mia", in strada, sul muretto, con persone che hanno altri scopi nel condividere quello che "creano", pensano, vivono, con persone che fino ad oggi non mi hanno mai deluso e nelle quali non ho trovato amici che si spacciano per "i migliori amici" dopo 10 minuti, ma persone che costruiscono un rapporto, attraverso lo scambio di pezzetti, a volte piccoli, a volte grandi, di sè stesse e non fotografandosi con il chiaro intento di attirare l'attenzione di una massa di persone che, per il 90%, di fotografia non ne capisce praticamente niente.
Non sono Bresson, ma cerco di imparare e lì non ho più nulla da imparare. Qui ho imparato tanto e solo ora mi rendo conto di quanto sia stato sbagliato farsi fagocitare dall'orgia bulimica d'immagini di flickr, trascurando un luogo dove si pensa, dove si cresce, dove ho ricevuto tanto. Non fav e commenti ma sorrisi negli sguardi che ho incrociato e la compagnia lungo un viaggio spesso difficile e solitario.
Un abbraccio a tutti.
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25 aprile 2008
21 aprile 2008
Ci sono!
Credo che qualcuno, forse, si sarà accorto che latito da questi lidi da parecchio tempo...è vero e non è un caso. Tanti sono i motivi per cui è così....quali? Presto detto...
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17 marzo 2008
Eros e Thanathòs - Capitolo I
E' passato del tempo da quando mi sono seduto l'ultima volta sul muretto per scrivere i miei pensieri su questo quaderno.
Non è un caso.
Non è solo per via degli impegni o per pigrizia fisica, mentale. Non ho scritto perchè ero in viaggio verso un posto nuovo, dove agli Zingari danno sempre un riparo ed un pasto caldo. Dove ti fanno sentire a casa, ben voluto.
Ho passato anni della mia vita in cammino, da dove a dove non so, combattendo Thanathòs che mi aveva portato via Eros, portando a casa dalla battaglia ferite sempre più grandi, sempre più indelebili.
Ma ora la battaglia è finita.
Una volta durante la battaglia una persona cara mi disse:" Stai attento a batterti per riavere il tuo premio, Eros. Un giorno quando il rumore delle lame e dei cannoni sarà cessato, potresti accorgerti che il premio per la vittoria non è quello che ti attendevi, non è quello che in cuor tuo desideravi."
Niente era più vero.
Il premio che attendevo, quando finita la battaglia fossi tornato a casa per il meritato riposo, non era in vero Eros ma un impostore: Ego.
Ego, sotto la potente egida di Thanathos per lungo tempo ha confuso il mio sguardo, i miei sensi, facendomi pensare che un giorno, anche se ferito, stanco e con pochi stracci addosso, avrei incontrato di nuovo colui che cercavo: Eros.
Ma così non era, così non POTEVA essere.
Ego ed Eros appartengono a mondi diversi e mai potrebbero coesistere serenamente.
Smessa la battaglia, mi sono ritirato in una casa nei campi, belli come i campi Elisi, per riflettere, riposare, capire cosa fare.
Ora ho capito.
La guerra è finita, è giunta l'ora di dare l'acqua alle piante, di farle crescere, di curarle e di sedersi stanchi, a fine giornata, a contemplare il tramonto che chiude un'altro giorno...
...e sentire all'improvviso una carezza sui capelli, certi che non possa essere Eros.
Ed accorgersi invece che forse è lui, con un volto e con panni diversi da quelli che ricordavi, che immaginavi.
Forse basta guardarlo negli occhi per capirlo.

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12 marzo 2008
Eros e Thanathòs - Introduzione

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Dante Alighieri
Nell'uomo l'istinto alla vita è affiancato da quello di morte.
Le due energie sono sempre presenti contemporaneamente in ciascuno di noi, in eterna contrapposizione dialettica.
S. Freud
Amore e Morte sono uno effetto dell’altro: l’amore è un sentimento talmente intenso, viscerale, profondo, impetuoso e lancinante che solo chi non ha paura della morte può vivere nella maniera più profonda.
G. D'Annunzio
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La strada solamente appare sullo sfondo. È ambientato in strada, ma non di più.
Questo libro non parla nemmeno di gente di strada. Parla di gente e basta. É stato scritto in strada, questo si...
Questo libro parla di Ricominciare. Ricominciare daccapo, cercando di capire.
O ancora meglio: non facendo nulla senza prima aver fatto lo sforzo effettivo per capire. Prima capire, poi fare. Beati coloro che nella vita non han fatto ancora niente. Le loro pene, quando una buona volta capiranno la propria strada, saranno minime.
Maksim Cristan








